sabato, Ottobre 23, 2021
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“Last seen alive”: la verità nelle bugie.

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tutti sarà capitato di essere costretti dai professori a leggere libri per le vacanze. Dico costretti, perché poche volte i loro gusti si conciliano con i nostri. E ci si ritrova, annoiati, a scorrere pagine su pagine di una storia che non sentiamo appartenerci, sperando solo di arrivare alla fine il prima possibile. Ecco invece un libro che può unire un racconto intrigante e coinvolgente a degli interessanti spunti di riflessione.

Claire Douglas - La vacanza ideale

“Last seen alive” (“La vacanza ideale” in italiano), pubblicato nel 2017, è infatti un thriller psicologico di Claire Douglas, autrice dalla penna semplice e precisa, capace di mantenere viva l’attenzione nonostante le 341 pagine (che meritano fino all’ultima). Nel romanzo Libby e Jamie, due novelli sposi, sono alla ricerca di un po’ di pace. La trovano quando un volantino propone loro uno scambio di case: lasciare per una settimana il loro umile e modesto appartamento a Bath per rilassarsi in una lussureggiante e confortevole villa in Cornovaglia. Libby, però, si sente strana, osservata, perseguitata. Sarà vero o solo una conseguenza del recente aborto e dell’incendio in cui ha rischiato di perdere la vita? Più Jamie cerca di rassicurarla, più il loro precario equilibrio di coppia si sgretola. Tra eventi inquietanti e misteriose apparizioni Libby riscoprirà una parte di sé che aveva sepolto troppo in fondo.

Come si intuisce già dalla trama, la peculiarità di “Last seen alive” sta nel non lasciarti la libertà di capire cosa succede, se non quando ormai hai quasi concluso la tua lettura. Un po’ come i pezzi di un puzzle: più cerchi di incastrare tutto in maniera perfetta, più hai la tremenda convinzione che te ne manchi qualcuno. Lo ha sottolineato anche la scrittrice inglese Paula Daly, che, parlando de “La vacanza ideale” ha affermato: “Frenetico e pieno zeppo di colpi di scena, questo libro è sia avvincente sia coinvolgente. Dopo averlo letto non desidererai mai più fare uno scambio di case”.

L’unica pecca che viene evidenziata è il finale, per alcuni, troppo aperto. Ma se l’autrice avesse dato tutte le risposte, il libro avrebbe perso metà della sua bellezza: in fondo, ognuno è diverso, e caratteristica principale dei libri è poter lasciare un segno dentro tutti, dando a ciascuno la possibilità di cercarvi dentro i propri significati. Si conosce mai una persona per intero? Ogni piccolo suo dettaglio, ogni sua sfaccettatura verranno a galla? Tutte le bugie dette si scopriranno o inizieranno a far parte di noi? Le persone che feriamo riusciranno mai a perdonarci totalmente? Forse non c’è una risposta a queste domande o forse bisogna solo cercarla dentro questo libro.

Electra Arduini, 3A SIA

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