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martedì, Ottobre 4, 2022
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Patricia Urquiola e una breve storia dell’Interior design

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La disciplina dell’interior design, cioè quella della progettazione stilistica degli interni, ha come missione quella di unire la funzionalità ed il comfort abitativo degli spazi interni, con il gusto estetico di colui che ci abita, in linea con le più moderne tendenze della moda.

In questo articolo vorrei approfondire chi è l’interior designer, cosa fa, quanto può guadagnare e parlarvi di una famosa interior designer di origini spagnole.

L’interior designer è il professionista che si occupa sia della progettazione degli spazi abitativi che del reperimento e della collocazione di oggetti d’arredo per abitazioni private, aziende o qualsiasi struttura ricettiva.

Di norma è un architetto, che

unisce le sue competenze tecniche con la passione per lo stile.

Installazione di Patricia Urquiola

Il suo impegno principale consiste nel progettare degli ambienti in cui vivere ed abitare; si tratta di creare un rapporto, un legame armonico, tra l’edificio e i suoi abitanti. Tutto ciò è molto lontano dalla definizione classica di semplice “arredatore di appartamenti”.

Il design di interni riguarda anche molti altri aspetti al di fuori della “casa”, di conseguenza un professionista simile può progettare anche uffici o strutture ricettive come per esempio ristoranti, bar, hotel, punti vendita ed altro.

È difficile stabilire una lista delle mansioni che l’interior designer deve svolgere, dato che ogni lavoro è un progetto unico che deve adattarsi alle esigenze particolari dello spazio e del cliente che intende occuparlo.

Sono riuscita comunque a trovare alcuni punti comuni su cosa deve saper fare un interior designer che si rispetti:

  • per prima cosa ascoltare le esigenze dei clienti, per individuarne bisogni e desideri;
  • progettare gli spazi nel dettaglio, ottimizzando ogni singolo centimetro quadrato di superficie a disposizione, tenendo conto di tubature, impianti ecc.;
  • disegnare arredi su misura, spesso polifunzionali, che fungano sia da elemento decorativo che divisorio;
  • ideare uno stile personalizzato, ovvero svolgere tutte le precedenti mansioni dando un tocco di unicità agli spazi e agli elementi, che rifletta sia i desideri di chi ci abita che la creatività del professionista.

Un’informazione fondamentale da sapere, per chi fosse intenzionato ad intraprendere questa carriera, è che sono molti gli sbocchi lavorativi disponibili per questa figura e tanti sono i settori in cui applicare la propria creatività e la propria passione per il design; fra questi: la progettazione di mobili e oggetti di uso quotidiano; i trattamenti decorativi per superfici; la progettazione di stand espositivi o fieristici e la progettazione di ambienti lavorativi. Sta poi al singolo professionista decidere se specializzarsi in una nicchia specifica di settore o lavorare a più ampio spettro.

Tappeto moderno di Patricia Urquiola

Quanto può guadagnare un interior designer?

La domanda è di difficile risposta, in quanto molti sono i fattori da prendere in considerazione (età, qualifica, città in cui si lavora, ecc.) ma, con ragionevolezza, possiamo supporre uno stipendio medio di circa 1900 euro mensili, almeno in Italia. Ovviamente i professionisti affermati nel settore guadagnano molto di più, addirittura oltre i 90.000 euro l’anno.

Quando è nata la figura dell’interior designer?

Fino al XVIII secolo, l’architettura si occupava soprattutto dell’assetto di grandi palazzi e monumenti pubblici; solo con l’inizio della Rivoluzione Industriale e lo sviluppo che ne è conseguito la scena è cambiata e si è dato maggiore peso alle abitazioni private e alla loro struttura interna. Fino a quell’epoca gli ambienti domestici o comunque lavorativi erano luoghi spesso lontani dal concetto di “bello”. Non abbiamo una data certa sull’inizio dello studio e sviluppo degli ambienti interni, ma certamente è a partire dal Settecento che è nato un certo interesse per l’architettura d’interni. Questa disciplina gradatamente si è sviluppata, fino ad arrivare al XX secolo quando in cui si è affermata in modo assoluto.

Tra le figure più rinomate oggi, c’è certamente quella di Patricia Urquiola, una designer spagnola nata a Oviedo nel 1961. Attratta inizialmente dall’architettura, ha iniziato il suo percorso di studi all’Universidad Politécnica di Madrid, per poi trasferirsi a Milano, dove si è laureata al Politecnico nel 1989, con una tesi sull’abitare come sistema. Relatore e mentore della giovane designer è stato il maestro Achille Castiglioni, che ha in seguito indirizzato il suo talento verso il design di prodotto. La sua carriera è iniziata con una serie di collaborazioni importanti: Castiglioni stesso, Eugenio Botticelli, Maddalena De Padova e Vico Magistretti, solo per citare i più famosi.

Budri di Patricia Urquiola

Nel 2001 Urquiola ha aperto un proprio studio a Milano, che oggi è composto da un team di circa 70 persone. I progetti del suo studio spaziano dal design di oggetti agli interni, dall’architettura agli allestimenti di fiere ed eventi, fino alle realizzazioni nel settore ricettivo. Il suo lavoro si ispira ai materiali, alle tecniche e alla tradizione figurativa della sua terra d’origine, reinterpretati in chiave contemporanea e innovativa. Utilizza spesso materiali riciclati, come il vetro, la terracotta, la plastica, i tessuti, maneggiati e trattati per creare prodotti capaci di coniugare l’alto artigianato con l’innovazione tecnologica. Oggetti che riflettono un’estetica tradizionale e familiare, caratterizzati al tempo stesso da praticità e unicità.

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