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La storia del Team Cherry e di “Hollow Knight”

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“Hollow Knight” è un videogioco Metroidvania pubblicato da Team Cherry, in Australia, nel 2017 dopo tre anni di sviluppo e parla della storia di un cavaliere che si avventura nelle rovine di un mondo di insetti, Nidosacro.
Il Team Cherry era inizialmente composto da Ari Gibson e William Pellen, che hanno iniziato la loro collaborazione partecipando insieme a competizioni di videogiochi tra programmatori chiamate “Game Jam”. Dopo la prima competizione hanno iniziato a lavorare su “Hollow Knight”, il gioco che ha reso famoso il team.
Pellen infatti, in un’intervista riportata da “Game Informer”, racconta che è stata proprio una game jam con il tema “Sotto la superficie” a ispirare l’idea del piccolo insetto che esplorava un vecchio regno sotto la superficie del mondo.

teamcherry
Il team Cherry

La fase di sviluppo

Il primo punto su cui i due programmatori si sono concentrati è stato il movimento del personaggio: come spiega Pellen, l’obiettivo era consentire ai giocatori di avere pieno controllo del loro personaggio, motivo per cui il modello di movimento utilizzato è stato la serie Megaman e Megaman X. L’intenzione era quella di dare la possibilità ai giocatori di evitare qualsiasi colpo o errore fino all’ultimo secondo.

Il passo successivo era quello di creare la mappa di gioco. Su questo aspetto partivano avvantaggiati: il fatto che le mappe metroidvania assomigliassero a nidi di formiche aiutava molto a costruire l’atmosfera del regno di Nidosacro, un mondo sotterraneo popolato da hollowknightinsetti. Come spiegato da Gibson, c’è stata anche un’attenta analisi per quanto riguarda la mappa usata dal giocatore per orientarsi, un difficile equilibrio tra diverse esigenze, come quella di espandere da soli la mappa durante l’esplorazione, avendo i suggerimenti necessari, ma senza essere travolti dalla quantità di dettagli.
Durante il 2014 si sono aggiunti al team David Kazi, un altro programmatore, e Chris Larkin, che si occupa delle soundtrack e degli effetti sonori: la popolarità del gioco ha infatti fatto aumentare le entrate della campagna Kickstarter, l’unica fonte che permetteva al team di dedicarsi ad “Hollow Knight”.

L’idea peculiare degli sviluppatori

Shade, l’anima del protagonista

Un dettaglio interessante è che una delle idee più uniche del gioco è stata pensata per puro caso, come raccontato da Pellen: durante il Kickstarter, infatti, in un’intervista è stato loro chiesto cosa sarebbe successo al giocatore una volta che il personaggio fosse morto nella partita e i programmatori, rispondendo che sarebbe stata una sorpresa, si sono resi conto che non ci avevano ancora pensato.In numerosi giochi i giocatori rilasciano valuta accumulata alla morte, che può essere raccolta dal tuo cadavere alla corsa successiva. “Hollow Knight” aggiunge un tocco unico a questo, facendo combattere i giocatori contro un’incarnazione spettrale del Cavaliere morto prima di recuperare i loro soldi: se ti uccide, la somma accumulata andrà persa.

Un inaspettato successo

Il rilascio di “Hollow Knight” era previsto per giugno 2015, ma la crescente ambizione e i guadagni incessanti provenienti dal Kickstarter hanno fatto sì che passassero due anni in cui è stato aggiunto troppo contenuto, per cui è stato necessario fare dei tagli. D’altronde non c’è un percorso garantito per il successo indie, ma la comunicazione aperta e l’avvincente virata del Team Cherry su un genere popolare hanno dato a questo gioco, e allo studio che c’è dietro, ogni possibilità.

Così all’inizio del 2017 “Hollow Knight” è stato lanciato nella sua versione finale, che è stata adorata sia dalla critica sia dai giocatori comuni: la versione per PC ha raggiunto un punteggio metacritico di 87, mentre la recente versione switch si trova a quota 90.
Quando “Hollow Knight” era solo un’idea vaga evocata dalle Game jam, il Team Cherry non aveva immaginato nulla del genere: l’obiettivo era quello di guadagnare abbastanza per continuare a creare. Oggi però possono dire di essere riusciti in un’impresa di straordinario successo.

Stefano Cau, 3A SIA

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