sabato, Ottobre 23, 2021
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Arriva il “corto” del Casale: un viaggio tra Ulisse e i migranti

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Arriva al Casale una novità cinematografica che rientra nelle iniziative per il Centenario, volta alla riflessione su un tema molto importante: l’immigrazione. Un progetto che ha messo in moto studenti ed insegnanti e che è durato ben due annualità.Oggi, insieme a Sara Urban, attrice e docente di laboratori teatrali nelle scuole, che ha lavorato a tutte le fasi del progetto, conosciamo alcuni retroscena. 

retroscena

L’abbiamo incontrata durante durante il penultimo giorno delle riprese del cortometraggio, che sono state fatte nei locali del nostro Istituto, insieme alla docente del corso Moda Alexandra Serio e alla responsabile del progetto, prof.ssa Giulia Cotta Ramusino.

Sara, cosa ha pensato la prima volta che le è stato proposto di lavorare a questo progetto?

«È stata una proposta arrivata in un momento dove c’era il bisogno di relazionarsi con nuovi strumenti e ho pensato che fosse una trasformazione necessaria per il momento storico in cui ci troviamo; chi come me lavora nel mondo del teatro, si è ritrovato a doversi reinventare dei modi per portare avanti lavori e progetti, in attesa di poter tornare sul palcoscenico. Quindi mi è sembrata una bella opportunità questa metamorfosi da progetto teatrale a progetto cinematografico, soprattutto perché mi piace molto mettermi nella condizione di fare sempre qualcosa di diverso»

Quali erano le sue aspettative?

«Ero molto curiosa di capire come avremmo potuto lavorare nella preparazione di questo cortometraggio, soprattutto nell’adattare un copione immaginato per un palco, quindi con il fine di realizzare un’opera teatrale. Le mie aspettative sono state ampiamente superate in positivo, e spero che lo sia altrettanto il riscontro di chi guarderà»

Come spiegherebbe ai lettori le differenze tra un cortometraggio e un’opera teatrale?

«Nel cortometraggio si lavora sui frammenti ed è necessaria la presenza di un regista affiancato a un esperto di montaggio video, mentre il teatro è un grande organismo che opera nel momento esatto in cui lo spettacolo è in scena e anche l’insieme delle emozioni che si provano sono molto diverse. Sono due differenti forme di espressione e di comunicazione»

Se le venisse proposto un altro progetto di questo genere accetterebbe?

Accetterei con piacere, perché è una fortuna poter fare nuove esperienze e imparare qualcosa di nuovo

Quale riscontro si aspetta da parte del pubblico?

«Sarei molto felice se questo progetto venisse accolto positivamente come progetto legato al contesto in cui è nato, un progetto scolastico e collettivo con la partecipazione di ragazzi che si sono messi in gioco a partire dalla fase della scrittura dell’opera, fino alla sua messa in scena. E per ultimo, ma non per importanza, vorrei che venisse recepito il tema, che è estremamente importante oltre che doveroso. Le arti hanno la capacità di offrire uno strumento efficace per esplorare queste tematiche, esattamente come un giornale»

Il corto, parteciperà il 9 giugno al Franco Agostino Teatro Festival di Crema, al quale è stato inviato un breve estratto di 3 minuti e sarà visibile a tutti negli ultimi giorni di scuola. 

Rossella Sampietro, 3B TUR

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