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Anime e manga, la perfetta guida per diventare dei veri otaku

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i spostiamo in Giappone, Paese conosciuto per i suoi meravigliosi paesaggi, per gli alberi di ciliegio e per la sua misteriosa cultura, e soprattutto… per gli anime e i manga. Il termine manga (漫画) vuol dire letteralmente “immagine senza uno scopo”: sono tutti i disegni realizzati sotto forma di fumetti, un fenomeno che tra gli anni ’80 e ’90 è diventato famoso in tutto il mondo.

La sua origine risale al XVIII secolo, durante l’Epoca Edo, con i libri di illustrazione “Shiji no yukikai” di Santo Kyoden e “Hyakujo” di Aikawa Minwa. I manga sono molto particolari: si leggono da destra verso sinistra, al contrario di come noi occidentali leggiamo un libro e le vignette si guardano e si leggono allo stesso modo.

Lo stile del disegno è facilmente riconoscibile, quasi infantile. Abbiamo un ritmo narrativo sospeso, ossia ci si può anche soffermare per intere tavole a raccontare dettagli o a descrivere un personaggio raccontando, ad esempio, la sua infanzia, spesso triste e piena di traumi. I manga sono quasi sempre in bianco e nero, sono rari quelli colorati, una scelta dovuta all’inizio al costo troppo elevato della stampa a colori.

Ovviamente dai manga vengono tratte degli anime. Ma che cosa sono? Anime (アニメ) è l’abbreviazione di animēshon, è la traslitterazione di animation e come abbiamo capito sono i prodotti d’animazione prodotti dal Giappone, dai libri ai film. Rispetto ai manga gli anime sono molto più colorati, molte volte non sono doppiati in italiano, perlopiù a causa della mancanza di doppiatori, quindi noi otaku italiani (gli “appassionati”, per dirla alla giapponese) guardiamo gli anime direttamente in lingua originale con i sottotitoli per capire le battute.

Ne esistono diverse tipologie, che si dividono in base all’età dei destinatari e al genere. In base al criterio anagrafico i primi che incontriamo sono i Kodomo, adatti ai bambini con età inferiore ai 10 anni, che hanno uno stile di semplice interpretazione; basta pensare a Doraemon o ai Pokémon, i cartoni della nostra infanzia. Sono proprio dei Kodomo! Gli Shonen invece sono adatti ad un pubblico di ragazzi adolescenti: l’elemento predominante è l’azione, ad esempio The Promise Neverland, Death note, One Piece (All’Arrembaggio), Boku no Hero Academia. Abbiamo anche la versione dello Shonen al femminile: si chiama Shojo, rispetto allo Shonen, questo genere è romantico e principalmente scolastico, esempi ne sono Sailor Moon e Lady Oscar. Sailor Moon, oltre a essere uno Shojo è anche un Majokko, cioè anime o manga con maghette e ragazze dotate di poteri magici. Altri esempi sono Bia, la strega della magia.

Naturalmente non mancano generi più piccanti. Il Seinen si rivolge a persone adulte, tratta argomenti maturi e non adatti a un pubblico giovane, pur non presentando elementi pornografici. Esempi di Seinen sono Berserk e Akira; la versione femminile si chiama Josei e tratta anche di tematiche inerenti la vita quotidiana, ma è poco conosciuto. Alcuni esempi sono No.6 e Hachimitsu to Clover. Decisamente più spinti i generi successivi: lo Ecchi contiene elementi erotici abbastanza leggeri, soprattutto rispetto agli Hentai, che invece tratta proprio argomenti erotici. Esistono anche gli Yaoi e gli Yuri, il primo maschile e il secondo femminile.

Riepilogando, nel vario mondo di manga e anime, possiamo avere svariati generi in cui tuffarsi in splendide letture, spesso in maniera alquanto “stravagante” se visto da un punto di vista “occidentale”.

  • Cyberpunk – anime e manga di fantascienza (consigliati “Psycho Pass” e “Ghost in the Shell”)
  • Mecha – anime e manga con presenti i robot (“L’imbattibile Daitarn 3” e “Neon Genesis Evangelion”)
  • Spokon – anime e manga sullo sport (“Haikyuu!!” e “Holly & Benji”)
  • Romantic Comedy – anime e manga che sono commedie romantiche (“Toradora”, “Domestic Girlfriend” e “Lamù”)
  • Aniparo – anime e manga comici e parodie (“Dragon Ball”)
  • Gekiga -anime e manga drammatici (“Hanzo, la via dell’assassino”)
  • Gore – anime e manga violenti (“Berserk”)
  • Meitantei – anime e manga dove è presente come protagonista un investigatore (“Detective Conan” e “Lupin III”)
  • Suriraa – anime e manga thriller psicologico (“Death Note” e “Mirai Nikki”)
  • Harem – in questo caso domina la figura protagonista, spesso un ragazzino impacciato che si ritrova ad avere a che fare con molti personaggi femminili attratti da lui
  • Isekai – è un sottogenere delle light novel, un genere fantasy in cui l’individuo viene trasportato, evocato, reincarnato o intrappolato in un mondo parallelo, un difetto è che a causa della sua ripetizione diventa assai noioso (“Sword Art Online” e “Re:Zero”)

Questo mondo, come avete capito, è assai grande e può anche essere considerato complicato. La società lo considera “roba per bambini”, giudicando senza sapere o conoscendone solo una parte microscopica; a volte vengono storpiati i nomi delle serie, cambiando il senso del titolo. Fortunatamente pian piano la società si sta informando su questa cultura: nelle librerie sono in vendita tantissimi manga oppure su Netflix ci sono tanti anime, senza considerare che dai manga sono nati la maggior parte dei “cartoni” che hanno caratterizzato l’infanzia di generazioni di italiani.

Martina Salanitro, 3A RIM

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