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lunedì, Luglio 22, 2024
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L’integrazione della seconda generazione in Italia

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Un articolo sulla presenza delle seconde generazioni in Italia, pubblicato dall’Istituto di ricerca “Openpolis”, afferma che in Italia vivono circa 1.300.000 minori di origine straniera: come si sta realizzando questo processo? Attraverso alcuni dati statistici l’istituto ha ricostruito il loro processo di integrazione tra diritto all’inclusione e rischio di discriminazione (https://www.openpolis.it/linclusione-delle-seconde-generazioni-e-il-ruolo-della-comunita-educante/).

La nostra scuola qualche mese fa ha fatto un questionario per indagare lo stesso tema in profondità. Dall’elenco degli iscritti è emerso che il numero degli alunni stranieri presenti è sbalorditivo, sono oltre 200 con cittadinanza di altri paesi o con doppia cittadinanza. Circa 1/3 di loro ha risposto al questionario, da cui sono usciti dati interessanti.

Oltre il 67% dei ragazzi di nazionalità non italiana è nato in Italia. Molti di loro, per vari motivi di tipo familiare, hanno trascorso qualche anno al loro Paese e poi sono tornati in Italia. Tra coloro che non sono nati in Italia, la maggior parte è arrivata da più di dieci anni: grazie a questa lunga permanenza pochi – circa il 10% – fanno fatica a comprendersi con i loro compagni di classe per il problema della lingua, gli stessi che non sentono di essere italiani e passano il loro tempo libero solo con gli amici del Paese d’origine. Quasi la metà dichiara di non praticare attività sportiva al di fuori della scuola mentre poco più del 40% afferma di essere stato bullizzato o preso in giro per la diversa lingua e cultura. Il 51% parla con i propri genitori sia la lingua italiana che la lingua di origine ma questa percentuale aumenta se consideriamo fratelli e sorelle, che imparano la lingua italiana frequentando la scuola. Più della metà si immagina in un altro Paese tra dieci anni, questo per scoprire diverse lingue e culture e conoscere nuove persone; poco più del 40% non vorrebbe tornare a vivere nel proprio Paese perché è ormai abituato a stare in Italia.

In conclusione, analizzando le risposte, questo sondaggio è stato utile per conoscere i pensieri e i desideri dei nostri coetanei e anche per riflettere su noi stessi.

Luisa Lin e Yusuf Abbas – 3A CAT

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