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lunedì, Luglio 22, 2024
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Ma la provincia si ricorda che esistiamo, siamo una scuola e non un cantiere?

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Come stanno procedendo i lavori nel nostro istituto? Quali saranno i prossimi interventi? Come ha reagito la comunità scolastica a questi cambiamenti e ai disagi? Per rispondere a queste ed altre domande Voci di Corridoio ha deciso di rivolgersi alla dirigente Elda Frojo, a un componente del Consiglio d’Istituto, la professoressa Maria Mordenti, e a uno dei rappresentanti degli studenti, Francesco Napoli.

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La dirigente Elda Frojo :«Le difficoltà che ho io sono le stesse che hanno i docenti e i ragazzi»

Casale Vigevano Dirigente Scolastico - Elda Frojo
la prof.ssa Frojo

Una parte degli studenti e dei docenti ha espresso il proprio disagio per la situazione in cui la scuola si trova in questo momento a causa del cantiere che ospita. Alla luce della sua posizione, quali sono le difficoltà principali che sta riscontrando?

«Le difficoltà principali derivano dal fatto che i lavori non sono commissionati direttamente dalla scuola, questo implica che i contatti con la ditta non siano diretti, ma passino dalla Provincia, e questa è un’ulteriore complicazione. Le difficoltà che ho io sono le stesse che hanno i docenti e i ragazzi, dal mio punto di vista non sono stata proprio felice quando mi hanno detto che, dopo due anni di pandemia ancora non conclusa, avremmo dovuto subire questo ulteriore disagio, che è notevole per gli studenti, per i docenti e presto lo sarà anche per noi perché interesserà anche la parte della segreteria»

Attualmente i lavori sono arrivati al terzo piano; una volta concluso il quarto, quali saranno i prossimi passi?

«Dovrebbero passare agli uffici, quindi anche la segreteria amministrativa e la vicepresidenza, se fino ad ora il problema erano gli spostamenti delle classi ora dovremo capire dove collocare la segreteria. Una volta finite queste opere murarie si dovranno ridipingere i locali interessati, per poi passare a rimettere apposto i bagni, alcuni dei quali sono stati toccati da questo intervento; infine una cosa che a me interessa molto sono gli infissi, che dovrebbero essere sistemati. Gli interventi dovrebbero terminare entro giugno, così da poter fare gli esami di stato qui e non in seminario, poi è chiaro che, qualora dovessero prolungarsi, con grosse difficoltà ci sposteremo in seminario»

Dal suo punto di vista sarebbe stato possibile un approccio diverso per permettere a studenti e docenti di svolgere le nostre attività con più serenità?

«Sono stata informata di questi lavori lo scorso marzo, quando finalmente si poteva far rientrare a scuola un numero significativo di ragazzi, di certo i tempi burocratici sono molto lunghi, ma dopo due anni di pandemia e mesi in cui i ragazzi non sono mai entrati a scuola, forse potevano esser fatti proprio durante le chiusure».

Ci sono stati dei ritardi?

«Quest’estate avevo insistito perché ci si portasse avanti, visto che ci è stato chiesto di consentire l’inizio dei lavori in giugno e per questo motivo gli esami di stato del 2021 sono stati spostati in seminario, ma qui non si è visto nessuno, e anche successivamente nel periodo estivo gli interventi sono stati minimi. Forse se si fossero concentrati gli interventi maggiormente nel periodo estivo sicuramente avremmo avuto disagi più contenuti. Questa osservazione l’ho fatta alla Provincia e mi è stato detto che ci sono stati dei problemi nell’approvvigionamento dei materiali»

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