domenica, Ottobre 24, 2021
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Il professor Mussini: «DaD male minore, ma a scuola serve il contatto umano»

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Tanti studenti e insegnanti sono da ormai un anno costretti alla didattica a distanza, perciò abbiamo chiesto al prof. Guido Mussini e a uno dei rappresentanti degli studenti in Consiglio d’Istituto, Francesco Napoli, come hanno vissuto questo lungo periodo. Al di là del fatto che pensano che le videolezioni abbiano sia lati positivi sia negativi, entrambi sperano in un ritorno in presenza in tempi brevi e in sicurezza.

Professor Mussini, come sta vivendo questa situazione?

«È già passato un anno e inizialmente erano tutti entusiasti della DaD, come fosse “la soluzione” a tutti i mali”, ma il problema è che molti sottovalutano ancora il virus, che è una cosa seria e, finché non lo si prova sulla propria pelle o quella dei propri cari, continuerà a essere considerato con superficialità. La DaD non mi piace e non la proporrei mai in una situazione normale, ma piuttosto che chiudere le scuole e non fare lezione o andare in presenza con una pandemia, preferisco così».

Che cosa le manca di più della scuola di prima?

Tutto: la scuola, lavorare con gli studenti in classe e il contatto umano».

Pensa che gli studenti nella comodità di casa apprendano meglio?

Casale - inchiesta DaD prof Guido Mussini
il prof Mussini

«Non tutti gli studenti sono uguali, ho parlato con genitori che mi dicevano che i loro figli nella tranquillità di casa stanno meglio, tuttavia la massa peggiora: c’è chi se ne approfitta e non fa le lezioni o chi copia tutto durante le interrogazioni o le verifiche, ma poi, d’altro lato, c’è anche chi continua a impegnarsi e il suo rendimento resta invariato tra DaD e presenza».

Quali lati positivi ha notato da quest’esperienza?

«Sono contrario alla tecnologia e fino all’anno scorso non mi sarei mai immaginato di fare lezione con queste modalità. Mi sono improvvisamente trovato costretto a imparare tutto, quindi qualcosa di buono c’è».

Quali effetti pensa che abbia avuto e continui ad avere sugli studenti?

«Ripeto: c’è chi se ne approfitta, non fa nulla e fugge e si giustifica con il risultato di perdere la credibilità agli occhi dell’insegnante. Poi la vita ci presenta il conto e uno non può continuare a fare quello che gli pare. Il nostro compito è far crescere gli studenti e far lavorare i loro cervelli».

Pensa che ci sia stata una perdita dell’apprendimento?

«Gli studenti che hanno difficoltà con la lingua e i più fragili vanno aiutati e sostenuti. C’è bisogno di più responsabilità e buon senso prima di tutto da parte dei ragazzi: gli insegnanti lavorano anche fuori orario scolastico per aiutarli, ma nonostante ciò c’è chi non ne vuole sapere».

Con quali conseguenze?

Nella vita non si dovrà mai scegliere tra bene o male, ma tra male maggiore e male minore e la DaD è il male minore. Quando si tornerà in presenza chi non si è impegnato e ha sperato, di nuovo, in una promozione di massa, pagherà. In guerra si stava peggio quindi aspettiamo con pazienza, rimbocchiamoci le maniche e speriamo in un rientro completo a settembre

Fatima Sayari, 3A SIA

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