sabato, Ottobre 23, 2021
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La pecora arcobaleno della famiglia

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Cos’è l’amore? Un sentimento talmente profondo, vasto e complesso che è difficile attribuirgli una definizione. Eppure manifestiamo tutti, indistintamente, comportamenti simili quando ci innamoriamo; parliamo spesso della persona amata, diventiamo rossi in viso al sentire pronunciare il suo nome e sentiamo come un’enorme sfarfallio alla bocca dello stomaco. Questo a prescindere dal soggetto che ci interessa, perché l’emozione è tale da farci ignorare tutto il resto; parliamo quindi di un argomento vasto e dalle mille sfumature.

Perché, allora, dovremmo imporre dei limiti a qualcosa di così spontaneo e naturale? Finché si tratta di una relazione, di qualsiasi tipo, basata sul consenso e sul rispetto reciproco, non dovrebbero esserci problemi.

Coloro che sono dotati di un minimo di empatia troveranno il discorso banale; tuttavia, c’è chi ancora non condivide l’idea che l’amore possa esistere sotto qualsiasi forma, anzi è tuttora diffusa la convinzione che solamente un uomo e una donna possano essere attratti l’uno dall’altra, ma non solo; esiste una visione molto limitata verso l’ampio tema dell’identità di genere. Appena nati, ci viene assegnato il colore azzurro o il colore rosa, ma la mente di ognuno è differente, dotata di percezioni particolari e pertanto attribuibile a migliaia di altre tonalità, perché soltanto l’azzurro e il rosa possono stare insieme?

Scuse

L’omofobia viene giustificata mediante svariate tesi. La più comune è l’affermazione che esclusivamente una coppia formata da un maschio e da una femmina possa generare nuove vite; trovo tale osservazione estremamente triste, perché ci riduce a macchine per la riproduzione, con l’unico scopo di generarne di altre come se dovessimo vivere secondo un ciclo predefinito. Come se fossimo degli ingranaggi in una fabbrica. Ancora più condivisa è l’idea che la comunità LGBTQIA+ sia “innaturale” o “anormale”, mi domando come una semplice preferenza, oltretutto nata spontaneamente e presente anche nel mondo animale – e, perciò, “in natura” – possa essere definita artificiale. Sembrerebbe così facile trovare una soluzione, spiegare alla gente che al cuore non si comanda, ma è come se li stessi privando della loro unicità, del loro essere “regolari”. Potremmo essere tutti speciali, a modo nostro; anzi, lo saremmo se solo non esistesse l’egoismo a impedirci di accorgercene, facendo prevalere la volontà di credersi superiori perché le proprie caratteristiche rappresentano quelle possedute dalla maggioranza.

La verità è che essere attratti dal sesso opposto non è una peculiarità rilevante, non è un dettaglio fondamentale, l’importante è amare, regalare affetto, diffondere positività; la vita è piena di ostacoli, ma è anche colma di possibilità e ci offre infinite risorse da sfruttare, perché scegliere di intervenire su quella altrui limitandole?

Percora arcobaleno

Una tavolozza più ampia

Anche se qui ne ho poste diverse, la verità è che ho smesso di pormi domande, perché non riceverò risposte valide. La discriminazione non cesserà mai di esistere, però può essere attenuata; dipende da noi. Siamo ancora prigionieri di tradizioni millenarie, sottovalutiamo le nostre capacità, imponendo a noi stessi la credenza di non saper superare le usanze tramandateci nei secoli e rifiutandoci di ampliare la mente oltre quello che ci è stato insegnato. Eppure quando la cultura si mette in moto il mutamento che porta è inesorabile e sta accadendo lo stesso anche su questo tema, non ci rimane altro che aspettare, un’attesa dolorosa e scoraggiante, ma ne varrà la pena; potremo dire di aver assistito a un lento, ma radicale cambiamento del pensiero umano riguardo questi tanto temuti argomenti. I famosi “azzurro e rosa” si trasformeranno in arcobaleno. Nel mentre avremo la possibilità di diffondere il messaggio che “LGBT+” non significa distacco, tanto meno malattia, è invece sinonimo di speranza, quella che prima o poi si inizi a comprendere quanto sia bello voler bene, senza chiedere altro o dover rispondere di ciò che si prova a qualcuno. Non è essenziale far sapere di che tipo di bene si tratti, verso e proveniente da chi. Non è fondamentale identificarsi con i pronomi che ci sono stati conferiti alla nascita, come è perfettamente plausibile guardarsi allo specchio e desiderare di cambiare l’immagine riflessa in ciò che più ci fa sentire a nostro agio.

Assenza di genere

Io personalmente non uso etichette. Non amo racchiudere i miei impulsi e le mie sensazioni in una singola parola, ma non è sbagliato farlo. Nulla è scorretto, se non l’odio, la cattiveria, la violenza. Le milioni di famiglie che ancora non accettano i propri figli per quello che sono, gli altrettanti diritti negati e i continui pregiudizi.

Ti diranno che sei diverso, che stai attraversando una fase; tu risponderai che sei orgoglioso di essere la pecora arcobaleno della famiglia. O meglio, quella che ha scelto di non vedere le emozioni in bianco e nero, quella che non segue nessun pastore, nessuna regola.

Ignorare l’ostilità è difficile, ma in fondo le cose facili non sanno di molto. Ogni giorno ci arricchiamo di più grazie alla diversità che ci circonda. Lottare è faticoso, ma non è così male se scegliamo di farlo con qualcuno al nostro fianco – e se non fossimo interessati a formare una coppia, saremmo validi comunque. Cos’è l’amore? La felicità. E la felicità non ha genere.

Valentina di Brisco, 4A SIA

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